Informazioni utili su Zanzibar

per chi è in procinto di partire per Zanzibar

Zanzibar è una parte della Repubblica Unita della Tanzania, geograficamente corrispondente all'arcipelago omonimo, composto da due isole principali, Unguja e Pemba, e numerose isole minori.
A causa dell'influenza congiunta delle culture arabe, persiane e bantu, e della frenetica attività commerciale che ha legato Zanzibar al Medio Oriente e persino all'India e alla Cina, l'arcipelago è uno dei luoghi più rappresentativi della cultura swahili, la cui lingua fu a lungo quella predominante negli scambi commerciali fra Asia e Africa, e tuttora svolge il ruolo di lingua franca in gran parte dell'Africa orientale.
Il centro storico della capitale di Zanzibar, Stone Town, ricco di testimonianze architettoniche e storiche della cultura swahili, è stato dichiarato patrimonio dell'umanità Unesco. Zanzibar fu anche un luogo centrale del commercio di schiavi a est dell'Africa, nonché della via delle spezie, e ancora oggi una parte significativa della sua economia si basa sulla produzione di chiodi di garofano, noce moscata, cannella, pepe e zenzero. Negli ultimi decenni ha conosciuto un continuo e rapido sviluppo il settore turistico, che sfrutta il patrimonio naturale, paesaggistico e culturale dell'isola.

La storia di Zanzibar

Il passato di Zanzibar è un passato turbolento, segnato da dominazioni di popoli diversi che ne hanno determinato il carattere e lasciato un'impronta indelebile sugli abitanti e sull'isola in generale. La posizione geografica, ai margini dell'Africa e sulle rotte di mercanti europei, arabi e indiani ha fatto si che Zanzibar fosse al centro di intensi commerci di preziosi, spezie, avorio e schiavi, e che in un passato non molto lontano l'isola fosse molto ricca. Dominazioni persiane, portoghesi, omanite si sono susseguite nel corso dei secoli. Tracce di tutte queste dominazioni si trovano nei suoi palazzi, nelle sue mura, nella cultura culinaria, nei tratti somatici della sua gente.
I Persiani approdarono a Zanzibar attorno all'anno 1000 dc e dalla fusione della cultura Africana con quella persiana e musulmana in seguito, nacque la civiltà Swahili, cultura che si è diffusa dalle coste della Somalia al Mozambico, incrementata dai commerci nell'Oceano indiano.
Attorno al 1500 dc. Zanzibar, sulle rotte per l'India della flotta portoghese, fu saccheggiata e depredata, come del resto buona parte delle coste Swahili. L'impatto portoghese fu devastante e tutto il litorale conobbe un periodo di decadenza. A risollevare le sorti di Zanzibar, regalandole un lungo periodo di prosperità e ricchezza, furono gli omaniti, anche se, prutroppo il fattore chiave di questa ritrovata prosperità fu il commercio degli schiavi. Si calcola che da Zanzibar sia transitato più di un milione di schiavi, provenienti dai paesi dell'Africa orientale.
Nel 1841 la capitale Omanita fu trasferita da Muscat a Zanzibar. Senza dubbio la cultura omanita è quella che ha lasciato l'impronta maggiore, negli usi, nei costumi, nella religione. Chi ha avuto modo di visitare l'Oman può vedere il forte legame che unisce tuttora i due paesi. Gli omaniti, consapevoli che la tratta degli schiavi non sarebbe durata per sempre (viste anche le pressioni del governo britannico per la loro abolizione), introdussero a Zanzibar la coltivazione dei chiodi di garofano, facendo dell'isola il maggior produttore mondiale. Alla coltivazione dei chiodi di garofano si aggiunse quella di altre spezie, che da allora divennero tratto distintivo della produzione dell'isola. L'abolizione della schiavitù, avvenuta ufficialmente nel 1897, e la coltivazione dei chiodi di garofano decimata da un violento ciclone, diedero il colpo di grazia alla fine della dominazione omanita.
Il primo novembre 1890 Zanzibar fu dichiarata protettorato britannico. Dopo varie traversie nel giugno 1963 il governo britannico diede a Zanzibar un governo proprio, anche se con poteri limitati ed il 10 dicembre 1963 nacque il sultanato di Zanzibar. Intanto un sentimento di ostilità era cresciuto nei confronti della popolazione araba, che controllava gran parte del potere e della ricchezza. La rivoluzione del 12 gennaio 1964 costrinse arabi ed indiani alla fuga, contribuendo all'ulteriore declino dell'isola. Così lo sceicco Karume, autoproclamatosi primo ministro, accettò un patto di unione con la Tanzania che diede vita alla Repubblica unita di Tanzania.
Il resto è storia dei nostri giorni.

Lingue parlate a Zanzibar

La lingua parlata a Zanzibar è il Kiswahili, lingua di origine bantù, con notevoli influssi arabi ed attuamente anche molti inglesismi. La pronuncia coincide con la forma scritta, come l'italiano, con l'accento quasi sempre sull'ultima sillaba.
Per gli zanzibarini sono molto importanti i saluti. Negli incontri con la gente locale, vedrete come i saluti si protraggono nel tempo: non solo si chiede come sta la persona interessata, ma anche l'intera famiglia.

Denaro e cambio valuta

La moneta corrente è lo scellino tanzaniano. Il cambio euro/scellino è di circa 2000 tsh per un euro. Mentre per il dollaro è di circa 1500 tsh per 1 dollaro. Naturalmente il cambio è soggetto a variazioni.
Vi consigliamo di cambiare in città la vostra valuta nei vari uffici di cambio, anche se i dollari sono sempre ben accetti. È possibile inoltre prelevare con bancomat e carte di credito solo presso le banche che trovate a Stone Town, non nei villaggi o negli hotel. Inoltre molti accettano carte di credito: Visa, Mastercard, American Express. Sulle carte di credito viene solitamente applicata una commissione del 5%.

Vaccinazione

È consigliata la profilassi antimalarica. Altre vaccinazioni consigliate sono: Febbre gialla, epatite A e B, tifo e colera.
La febbre gialla è richiesta da molti paesi africani: perciò è preferibile quando si viene in Africa aver fatto tale vaccino, che ha la durata di 10 anni. Visto il costo elevato dei vaccini e delle profilassi è bene informarsi presso gli uffici di medicina del viaggiatore, presso la vostra Asl e fare solo quelli strettamente necessari.

Visto

Per recarsi a Zanzibar è necessario un visto che si ottiene una volta atterrati nel paese. Il visto di entrata ha un prezzo di 50 usd, da pagare in loco. Si paga anche un visto di uscita di 40 usd, incluso nel costo del biglietto di molte compagnie aeree. Informazioni presso agenzie di viaggio o sui siti delle varie compagnie.
Se prevedete di uscire ed entrare dal paese più di una volta avrete bisogno di visti multipli, da richiedere all'ambasciata tanzana. Altrimenti dovrete ripagare il visto ogni volta che entrate a Zanzibar.

Luoghi da visitare a Stone Town

Stone Town, anche nota come Mji Mkongwe ("città vecchia" in swahili), è la parte vecchia della capitale di Zanzibar. Un tempo capitale del sultanato di Zanzibar, poi centro amministrativo coloniale durante l'occupazione britannica, e oggi sede delle istituzioni di governo dello stato semi-autonomo di Zanzibar, Stone Town è una delle città di maggiore importanza storica dell'Africa orientale. La sua architettura, in gran parte del XIX secolo, riflette la molteplicità di influenze che definiscono la cultura swahili in generale: vi si ritrovano infatti elementi moreschi, arabi, persiani, indiani ed europei.

  • Mercato di Stone Town a Zanzibar

    Mercato

    Una visita di Stone Town può cominciare dal suo coloratissimo mercato, il Darajani Market. Sarete catturati dai colori della frutta, della verdure e delle spezie che fanno bella mostra di se sui banchi dei commercianti, nonchè dagli odori del mercato del pesce e della carne, solo per stomaci forti. Niente a che vedere con l'asetticità dei nostri supermercati. Non perdetevi le contrattazioni di commercianti e massaie, che cercano di accaparrarsi le merci al prezzo più conveniente. Vi potrete poi perdere nell'intrico di strade e stradine che vi portano attraverso quello che si può definire il centro storico di Stone Town, vicoli gremiti di gente, di donne avvolte nelle lunghe e nere abaja, di venditori ambulanti, di bambini festosi. Non lontano dal mercato, nella parte orientale della città, si trovano l'ex mercato degli schiavi e La Cattedrale anglicana Church of Christ.

  • The Old Dispensary di Stone Town a Zanzibar

    The Old Dispensary

    L'Old Dispensary è un edificio storico di Stone Town, eretto per volere di Tharia Topan, un ricco mercante indiano ismailita, allo scopo di commemorare il giubileo d'oro della Regina Vittoria. Si trova sul lungomare, in Mizingani Road, grosso modo a metà strada fra il Palazzo del Sultano e il porto. Il Dispensario è uno degli edifici meglio decorati di Stone Town, costruzione a 4 piani, con balconi intagliati, stucchi e mosaici alle finestre, che ricordano gli edifici dell'India Coloniale. Viene considerato un simbolo dello stile multi-culturale dell'architettura zanzibarina. Fu ospedale per I poveri fino alla rivoluzione del 1964 quando, divenuto proprietà dello stato, cadde in abbandono. A risollevare le sue sorti fu l'Aga Khan Trust for Culture, che lo affittò e lo restaurò, restituendolo agli antichi fasti. Attulamente ospita la Stone Town Exhibition Centre.

  • House of  Wonders di Stone Town a Zanzibar

    House of Wonders

    L'House of Wonders o Casa delle Meraviglie, è uno degli edifici che costituivano il complesso residenziale del sultano, assieme ad altri due palazzi, collegati da ponti sospesi. Si trova sul lungomare di Mizingani Road. Deve la denominazione di "Palazzo delle meraviglie" al fatto di essere la più grande struttura architettonica di Zanzibar e di essere stato il primo edificio dell'isola a essere dotato di energia elettrica e acqua corrente; fu anche il primo edificio in tutta l'Africa orientale a essere dotato di ascensore. Fu edificato nel 1883 come edificio cerimoniale per volere del sultano Barghash bin Said, nella stessa posizione in cui in precedenza sorgeva la residenza della regina zanzibari Fatuma. Il palazzo ospita oggi un museo le cui stanze son tutte lunghe e strette, con massicce porte ornamentali. A guardia dell'edificio due cannoni in bronzo portoghesi.

  • Old Fort di Stone Town a Zanzibar

    Old Fort

    Il forte arabo di Stone Town è una massiccia fortificazione in pietra che si trova nel centro di Stone Town. Il forte fu costruito alla fine del XVII secolo dagli arabi del sultanato di Oman, che all'epoca controllavano Zanzibar, per proteggere l'isola dagli attacchi dei portoghesi, a cui gli stessi omaniti avevano sottratto il controllo dell'Africa orientale. Quando il forte venne edificato, la città di Stone Town non era ancora stata fondata, e venne in seguito sviluppata proprio attorno al nucleo del forte. La struttura è costituita da un quadrato di alte mura di pietra merlate, che proteggono un piazzale interno. Oggi nella struttura si trovano diversi negozi che vendono artigianato locale e un centro culturale in cui si tengono corsi di tintura con l'henna, tamburo e cucina zanzibari; il piazzale è adibito a teatro all'aperto e la sera vi si tengono spesso spettacoli di musica taarab e danze ngoma.

  • Forodhani gardens di Stone Town a Zanzibar

    Forodhani gardens

    Di fronte alla Casa delle Meraviglie si trovano I Forodhani Gardens, riportati agli antichi splendori dall'Agha Khan Foundation. Dai giardini si gode di una bella vista del lungomare e delle isole di fronte a Stone Town. Di sera i giardini si animano di un colorato e profumato mercato alimentare, dove potrete assaggiare le specialità dell'isola come: i samosa, triangoli di pasta ripieni di carne o pesce, samaki wa kupaka (pesce alla griglia), arrosto swahili, gamberetti grigliati, tentacoli di polpo, pollo fritto, cassava, samosa, la pizza ripiena zanzibarina, il chapatti, sorta di piadina di origine Indiana, il pane al cocco o al sesamo, nonchè frutta tropicale e succo di canna da zucchero. Qui è possibile trovare il cibo più economico dell'isola, per rapporto qualità-prezzo; è sempre necessario contrattare con i commercianti, per ottenere il prezzo migliore.